Crioterapia
Mercoledì 21 Luglio 2010
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Per crioterapia in riabilitazione si intende un tipo di terapia fisica eseguita mediante il freddo: con la diminuzione della temperatura cutanea e dei tessuti sottostanti così indotta, si ottiene un potente effetto analgesico, antinfiammatorio e quindi anestetico della parte sottoposta al trattamento: muscolo, tendine o articolazione. Nel muscolo la temperatura può essere ridotta fino a quattro centimetri in profondità, in quanto il muscolo è un tessuto che contiene acqua e pertanto diventa un eccellente conduttore di freddo, al contrario del grasso che è idrofobo. Le indicazioni elettive della crioterapia sono a livello dell’apparato muscolo-tendineo, soprattutto negli esiti di traumi, in particolare nella pratica dell'attività sportiva.
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Secondo altri il trattamento a intermittenza - 10 minuti con ghiaccio, 10 minuti senza - darebbe risultati maggiori, in quanto la pausa permetterebbe alla pelle di ritornare alla temperatura di partenza, con meno complicazioni, mentre i tessuti immediatamente sotto conserverebbero il freddo. Gli effetti terapeutici della crioterapia dipendono da diversi meccanismi: un'immediata vasocostrizione locale; una successiva azione antistaminica; una azione di rimozione dei detriti tissutali ad opera dei macrofagi; un’azione periferica, con un incremento della soglia al dolore tramite un'inibizione esercitata sui recettori algogeni e sulle relative fibre afferenti; un’azione centrale, secondo la teoria del “gate control”, per cui gli stimoli termici sulla pelle ostacolano la trasmissione e la ricezione degli impulsi dolorosi; un’azione di rallentamento dell'attività metabolica tessutale; un’azione antispastica muscolare. La crioterapia è controindicata quando sono presenti: ipersensibilità al freddo, disturbi sensitivi, ferite aperte, vesciche cutanee, disturbi alla circolazione arteriosa, acrocianosi e fenomeno di Raynaud. |













