Onde d'urto
Mercoledì 21 Luglio 2010
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La terapia con onde d'urto o ESWT (Extracorporal Shock Wave Therapy) consiste nella somministrazione di onde acustiche ad alta energia in grado di produrre effetti profondamente diversi in funzione del tipo di struttura o tessuto investiti. In sintesi, i principali meccanismi di azione delle onde d'urto consistono in: effetto antiflogistico e antiedemigeno; effetto angiogenetico; riattivazione dei processi riparativi tessuto-specifici; effetto analgesico. Tali effetti, a differenza di quanto succede per le applicazioni in campo urologico (distruzione meccanica di aggregati inorganici), non sono di tipo litico o lesivo perché sono solo in minima parte legati a un meccanismo di azione diretto o di impatto pressorio sulle strutture biologiche, ma sono piuttosto mediati da alcuni fenomeni fisici, conseguenti al passaggio dell'onda nel tessuto colpito, con possibili fenomeni di “cavitazione.” Le onde d'urto di distinguono in focali e radiali. Queste ultime sono impiegate in campo ortopedico e fisatrico, con largo utilizzo nelle patologie sportive, perché particolarmente adatte nel trattamento delle lesioni muscolari e tendinee, così come nel trattamento dei cosiddetti trigger points. Le indicazioni principali riguardano gli apparati osteo-articolare e muscolo-tendineo: ritardi di consolidamento e pseudoartrosi, fratture da stress, condrocalcinosi articolari, capsuliti |
adesive, borsiti (sub-acromiale, olecranica, trocanterica, patellare), contratture e fibrosi muscolari, miositi ossificanti, s. retto-adduttoria, calcificazioni peritendinee, tendinosi (sovraspinato, rotuleo, achilleo), epicondilite, epitrocleite, fascite plantare e/o sperone calcaneare, m. di Dupuytren, s. del margine tibiale. Le controindicazioni al trattamento con onde d’urto consistono in: infezioni o neoplasie dei tessuti da trattare, cartilagini di accrescimento, emofilia o altre coagulopatie, gravidanza, presenza di pacemaker, vicinanza di strutture anatomiche a rischio di lesione (polmone, cuore, organi cavi, encefalo, grossi vasi e tronchi nervosi). Gli effetti collaterali sono estremamente rari e contenuti e comprendono: edema e arrossamento nella zona di trattamento, ecchimosi e rotture capillari, dolore locale durante la terapia, riacutizzazione temporanea della sintomatologia dolorosa nelle ore/giorni successivi al trattamento. Il protocollo standard prevede cicli di 3 sedute - a cadenza settimanale - e controllo a distanza di un mese. L’effetto non sempre è immediato, anzi in alcuni casi vi è una riacutizzazione della sintomatologia algica dopo il trattamento. |













